LEZIONE 18 - Il racconto di viaggio (free)

Il racconto di viaggio

Tra le molte idee che è possibile mettere in campo per organizzare un racconto fotografico, quella del viaggio (ad hoc per le foto o una semplice vacanza) è certamente la più semplice e diffusa, per questo te ne parlo a parte: il più delle volte i progetti fotografici ricadranno in questa categoria.

Anche a te capiterà di fare un viaggio, magari anche solo un fine settimana di relax. Per questo penso che sia utile mostrarti come potresti organizzare un reportage fotografico che racconti in modo efficace la tua piccola avventura.

Disclaimer: tutti i suggerimenti che troverai in questa lezione vengono dalla mia esperienza personale di fotografo di viaggi. Anni di fatica e sudore (ma anche tanto entusiasmo e divertimento) distillati in queste righe. E quindi ho deciso di presentarti anche una breve carrellata di alcuni dei lavori che ho fatto, che ti permetta di contestualizzare quanto leggerai. La trovi qui sotto o, se preferisci, in appendice al corso.

CASE STUDY - Il fotografo di viaggi

Viaggi e viaggiatori

A dire il vero, non sono mai stato un gran viaggiatore. Ai viaggi in terre esotiche ho sempre preferito esplorare a fondo i luoghi a portata di mano. Ciononostante, nel corso di quasi 15 anni di carriera nel settore dei reportages di viaggi e turismo (ne ho realizzati più di 200), ho comunque girato parecchio. Preferibilmente in Italia, ma anche molto all'estero.

Credo possa essere utile mostrarti alcuni dei miei lavori, non i migliori necessariamente, ma i più significativi.

Questo sopra è un servizio sulla Campagna Romana pubblicato da Gente Viaggi: in qualche modo è il lavoro che ha poi dato vita al mio progetto "Tutt'Intorno Roma" che ha portato alla pubblicazione dell'omonimo libro e della relativa mostra, che ha girato il Lazio raccogliendo migliaia di visitatori.

Viaggi e cucina

Oltre a non essere un gran viaggiatore, non sono nemmeno un gran gourmet, ma quando si lavora nel settore del turismo e del tempo libero è assolutamente normale che vengano richiesti servizi su tematiche legate alla buona tavola ed ai "piaceri della vita".

Ho collaborato, ad esempio, con una rivista che già nel nome rivela il suo campo d'interesse: Vie del Gusto. Me la sono cavata con servizi in cui accanto all'aspetto squisitamente (è il caso di dirlo) gastronomico, si affrontavano anche tematiche legate al territorio, come l'arte, la natura, l'archeologia.

Il servizio dedicato all'Agro Falisco, nel Lazio settentrionale, è uno di quelli riusciti meglio.

I Falisci erano un popolo affine agli Etruschi, che abitava la parte orientale dell'attuale provincia di Viterbo, in un territorio che comprende il Lago di Vico, Calcata, il monte Soratte (montagna sacra ai Falisci che vi adoravano il loro dio sole, chiamato Soranus, appunto) e tante altre splendide località edificate su speroni di roccia con lo stesso tufo che i torrenti hanno scavato creando spettacolari e verdissime forre.

Inoltre, a Calcata lavora una attiva comunità di artisti, che sono ispirati da questo paesaggio mai monotono e sempre suggestivo.

Nel servizio ho cercato di amalgamare queste diverse anime appartenenti allo stesso territorio, ne è uscito un mix direi interessante.

L'emozione della copertina

Nel corso della mia carriera, poi, mi sono trovato anche a fare innumerevoli copertine: per un fotografo è sempre gratificante quando l'Art Director decide che una delle tue foto merita la pagina più importante, quella che tutti vedranno in edicola, anche se non compreranno la pubblicazione!

Collaborando con "I Viaggi" di Repubblica, ho avuto la possibilità di vedere spesso le mie foto sulla copertina della rivista.

Il primo amore

Tra i lavori a cui tengo di più, anche se risale alla fine degli anni '90, è un servizio sul sito archeologico della Villa di Nerone ad Anzio, vicino Roma, pubblicato da Bell'Italia: si tratta di una delle mie prime pubblicazioni "importanti" eppoi... è la mia città!

Data la mia pigrizia almeno per quanto riguarda i viaggi a lungo raggio, confesso che aver potuto realizzare con la massima calma, scegliendo i momenti migliori e le migliori giornate, tutte le innumerevoli foto da cui sono state scelte quelle poi pubblicate, è stata una vera soddisfazione!

Inoltre, visto che all'epoca risiedevo ad Anzio, ho potuto gustarmi i complimenti che amici e conoscenti mi facevano sia per le foto, sia per la prestigiosa rivista su cui erano state pubblicate. Tutto questo aiuta parecchio un fotografo all'inizio della carriera: c'è sempre tempo per imparare ad accettare e digerire le inevitabili critiche e gli scontati fallimenti...

Compagni di vita

E poi c'è Plein Air, una rivista con cui posso dire di aver avuto un rapporto speciale: con loro mi son potuto dedicare a progetti fuori dagli schemi, almeno da quelli usuali, come un viaggio di 21 giorni, in bicicletta, in Norvegia, o la risalita (e la discesa), sempre in bicicletta, del Tevere.

Essendo una rivista dedicata alla vita all'aria aperta, rappresenta uno sbocco naturale della mia passione per la montagna, la natura ed il camminare in genere.

Grazie a queste e altre riviste, ho soprattutto potuto esplorare e far conoscere meglio le tante, bellissime realtà del nostro paese!

Ho sempre cercato, e credo di esserci riuscito il più delle volte, di raccontare l'Italia meno nota, quella cosiddetta minore, che però rappresenta la gran parte del patrimonio ambientale, paesaggistico, naturalistico e architettonico del nostro paese.

Questo impegno continua ancora oggi, sebbene in forme diverse, grazie a mostre, libri, conferenze e altro: strumenti, questi, che mi permettono una maggiore libertà creativa ed espressiva.

Sono comunque grato al mondo dell'editoria, perché senza quel passaggio non credo avrei potuto raggiungere la maturità che oggi mi permette di fare altro.

In 15 anni, ho pubblicato più di 200 reportage, collaborando con quasi tutte le più importanti riviste di viaggi e turismo in Italia. Quando lavori per una committenza hai moltissimi vincoli e poco controllo. Del centinaio di foto che consegni, le 15-20 da pubblicare vengono scelte dall'Art Director, non da te. Confesso che di rado la scelta finale mi trovava completamente d'accordo, ma fa parte del gioco, e in fondo vieni pagato anche per ingoiare il boccone amaro.

Gli scenari in cui potresti trovarti con maggiore probabilità sono tre, in ordine crescente di frequenza:

  1. Devi realizzare un servizio professionale, su commissione. Che sia per un amico o per un'agenzia, l'obiettivo è quello di soddisfare le esigenze di chi ti ha commissionato il lavoro. La tua realizzazione "artistica" passa in secondo piano.
  2. Hai sempre voluto realizzare un reportage, ma non facendo il fotografo di professione non ti capita spesso di poterti dedicare con assiduità a un progetto (se hai seguito il corso fino a qui ormai sai che non è poi così vero, ma diciamo che fino a ieri era così 😉 ); il viaggio è un'ottima scusa per focalizzare energie e attenzione,  e realizzare un progetto di senso compiuto.
  3. Non hai particolari velleità artistiche o creative, in realtà il tuo scopo è tornare a casa con un pacchetto di foto ricordo delle vacanze da mostrare a parenti e amici, e da condividere sui Social. Però vorresti che queste foto fossero belle, vorresti che piacessero a chi le osserva e che ti facessero fare bella figura.

Ora, è chiaro che raccontare un viaggio o fare del reportage geografico per l'editoria è molto diverso che farlo per se stessi.

Ciascuno dei tre casi che abbiamo decritto avrà quindi caratteristiche particolari e diverse ma, per quanto possa sembrarti strano, il cuore della questione è comune a tutti gli scenari. In fondo il procedimento è sempre lo stesso:

  1. avere un'idea e svilupparla in un messaggio
  2. fare delle precise scelte tecniche
  3. scattare le foto
  4. organizzarle in un portfolio

E infatti, in ognuna delle situazioni descritte sopra, quando il risultato finale non funziona, nel 90% dei casi il problema principale è sempre lo stesso: manca il punto 1 - l'idea e il suo sviluppo.

Il filo rosso

Ti leggo nel pensiero, tu ora ti starai dicendo: "Ma vabbè, vuoi dirmi che devo fare tutto questo casino solo per fare una manciata di foto delle vacanze?!". La risposta è che... dipende.

Vuoi smettere di vedere la bolla al naso dei tuoi amici quando organizzi la serata in cui mostri le foto delle vacanze?

Allora sì, senza dubbio.

Ti sei mai chiesto perché le foto fatte in vacanza sono così terribilmente noiose e ripetitive, per chi non è direttamente coinvolto (anche se sei convinto che le tue non lo siano, sono certo che ti è capitato di pensarlo guardando quelle di qualcun altro)?

Perché (di solito) non hanno né capo né coda, sono un'accozzaglia di immagini buttate alla rinfusa, che prendono senso solo per chi è in grado di ricollegarle a una sua esperienza personale (cioè chi è stato in vacanza).

Infatti, se ci fai caso, chi le mostra tende ad accompagnarle con una voce narrante che dice:" Qui eravamo a...., è successo...., abbiamo fatto....eccetera". Come se la foto fosse di accompagnamento a un immaginario racconto che però, a sua volta, non ha struttura né intenzione, e quindi appeal.

Il nostro obiettivo deve quindi essere semplicemente quello di invertire l'ordine di questa sequenza: invece di fare le foto, e poi provare ad appiccicarci in modo posticcio una narrativa, muoversi esattamente al contrario.

Se identifichi un tema, un elemento narrativo, che sia esprimibile anche tecnicamente, e vi colleghi un messaggio, cioè un'emozione, un concetto, qualcosa di personale, il gioco è fatto.

Il modo di scegliere il tema ovviamente cambierà a seconda delle motivazioni.

Come abbiamo detto, se fai un servizio su commissione il tema (spesso anche il messaggio) non sarà definito da te. A te toccherà svilupparlo.

Invece, nel caso di un viaggio di piacere, nella vacanza, starà a te identificare un filo rosso che ti permetta di organizzare le riprese, e poi l'editing, in modo ordinato e scorrevole.

  • Se non vuoi complicarti la vita puoi semplicemente scattare lo svolgimento del viaggio in senso cronologico, utilizzando come storia la vacanza stessa.
  • Oppure sfruttare l'occasione del viaggio per vacanza per un reportage. In questo caso dovrai dedicare tempo ed energie a sviluppare una linea narrativa specifica per il tuo progetto.
  • O addirittura potresti organizzare il viaggio appositamente per il tuo racconto fotografico, e quindi dare vita all'esecuzione del progetto in perfetta armonia con il tema e il messaggio che hai deciso di sviluppare.

Quale che sia la modalità che adotterai per affrontare il tuo progetto, sono due le parole chiave a cui devi riferirti in ogni momento:

  • Coerenza
  • Originalità

Il "trucco" è lasciar spazio alla creatività nello sviluppo, cercando di evitare le "solite" foto (che potrai comunque scattare per tacitare i sensi di colpa, ma che poi terrai solo per te). E questa è l'originalità.

Ma al tempo stesso devi darti delle regole, dei limiti, in modo che ogni immagine trovi una propria collocazione in fase di editing, e che il pubblico possa percepire (consapevolmente o meno) il filo rosso che conduce tutta la tua narrativa. Coerenza.

E' quello che nella sezione precedente abbiamo definito come codice. Ovvero tutto un insieme di scelte (e quindi costrizioni) tecniche ed espressive che sono funzionali a sviluppare il tema veicolando il messaggio che hai scelto.

Per esempio, se ti decidi per un racconto temporale, potresti scegliere di utilizzare le foto in formato quadrato, montandole come fossero un fotoromanzo. Oppure potresti immaginare una struttura multimediale basata su videoproiezione con musica e commento sonoro.

Se decidi per un fotoreportage di tipo naturalistico, puoi scegliere un codice molto classico con soltanto foto molto ampie e panoramiche. Oppure, al contrario, puoi essere più innovativo, e fare inquadrature rasoterra, o con una fotocamera giocattolo, o raccontare tutto dal punto di vista di una formica o di una mosca.

Non ci sono limiti alle scelte che puoi fare, ma è fondamentale la consapevolezza, anche perché una visione chiara di cosa cerchi ti sarà di enorme aiuto nel vedere le scene da riprendere.

Come scegliere il tema

per altro, forse, come progetto fotografico il diario è il più difficile da realizzare, proprio perché è così facile scadere nella noia e nello scontato

Ora supponiamo che tu abbia deciso (o deciderai) di impegnarti sul serio. Diciamo che per questa volta hai deciso di non occuparti semplicemente di comporre un bel diario delle vacanze .

Questa volta hai deciso di sviluppare un tema ad hoc. Anzi, spariamola grossa, hai deciso di organizzare il viaggio al solo (o primario) scopo di realizzare il tuo progetto fotografico.

Se così fosse, per quanto possibile, la scelta del tema e della destinazione del viaggio dovrebbero procedere parallelamente, anche se capisco che spesso questo non sia possibile.

La prima cosa da fare è associare al tema un messaggio chiaro, che rappresenti la tua visione rispetto a quel tema

Perciò sceglilo con consapevolezza.

I temi possono essere i più vari, anche apparentemente molto lontani dall'intento iniziale (il viaggio). Ti lascio alcuni suggerimenti al confine tra svago e pro, alcuni li potresti persino usare per proporre qualche pubblicazione. Più che come una lista esaustiva però prendili come uno spunto per farti venire voglia di immaginarne tanti altri.

- Letteratura:

  • libri che hanno come ambientazione quel luogo, suggestioni letterarie (pensiamo alla Cuba di Hemingway, Lisbona di Pessoa, Dublino di Joyce, la Toscana di Dante o cose del genere)
Un reportage sulle orme di Giovanni Pascoli. Le suggestioni letterarie funzionano sempre.
Non sempre si deve trattare di autori famosi e importanti. Thomas Ashby è stato un grande archeologo, autore di saggi sugli acquedotti della Campagna Romana e oltretutto fotografo a sua volta. E' stato direttore della British School at Rome a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Basandomi sulle sue esplorazioni e sui suoi appunti, ho realizzato un lavoro fotografico dedicato agli stessi luoghi, oggi.
  • diari di successo scritti in un determinato luogo (la Basilicata del "Cristo si è fermato a Eboli" di Levi o l'eterno Chatwin...)
"Cristo si è fermato a Eboli", con le descrizioni precise che contiene, è stato una guida perfetta per un servizio dedicato a Matera e alla Basilicata
  • grandi poeti che hanno scritto poemi dedicati a un luogo ben preciso
  • ecc.

- Sport:

  • i luoghi migliori per praticare il surf, la vela, la roccia, l'arrampicata su ghiaccio, il torrentismo, ecc.
  • In questi casi dovremo raccontare la comunità degli sportivi che si radunano in quel luogo e hanno i loro riti, i loro ritrovi, ecc.
Luoghi "vocati" alla pratica di sport come la Mountain Bike sono ideali da raccontare, perché gli appassionati son sempre alla ricerca di nuovi spunti
Se riesci a unire allo sport anche la tradizione, allora sei a cavallo. "L'Eroica", che si svolge sulla backroads (strade sterrate) del Chianti, è un evento particolare: una gara di ciclismo in cui si possono utilizzare solo biciclette d'epoca e preferibilmente vestendo le maglie di un tempo. Anche le auto di accompagnamento sono d'epoca. Ovviamente un evento del genere è ideale per realizzare un reportage.

- Hobby:

  • esistono innumerevoli luoghi che sono diventati degli autentici paradisi per gli appassionati di alcune attività, come il modellismo, le moto e le auto d'epoca, ecc.
  • luoghi legati a eventi specifici: per esempio si racconta la città dove si svolge il raduno internazionale dei giocatori di Bridge, o di collezionisti di francobolli. Parti dall'evento curioso come scusa per raccontare il contesto.

- Storia:

  • luoghi dove si sono svolti avvenimenti storici importanti o curiosi. Particolarmente in occasione degli anniversari: le trincee delle Alpi nella ricorrenza della Grande Guerra, l'antico confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, ecc.
Questo singolare "castello" edificato in una grotta (e ripreso all'infrarosso) sorge sull'antico confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie: l'ho fotografato in occasione di un lavoro sul confine stesso in occasione del 150° anniversario (1861-2011) dell'Unità d'Italia.
  • oppure andare indietro nel tempo, fino ai Romani, agli Etruschi, o al Medioevo, ai Templari, ai Cavalieri di Malta.

- Natura:

  • i parchi naturali e nazionali, sia in Italia che nel Mondo, i grandi paesaggi, gli ultimi luoghi selvaggi (dai Poli all'Islanda, dall'Africa all'Amazzonia)

  • curiosità e "natura vicina" (ad esempio la Natura a Roma o a Milano)
  • musei, mostre, orti botanici (ce ne sono di spettacolari)
  • esperienze (trekking a piedi o a cavallo, viaggi in bicicletta in luoghi solitari)
  • e così via.

- Benessere:

  • le località termali, o luoghi legati a guarigioni, penso ai siti degli Indiani d'America (c'è chi crea capanne sudatorie anche in Italia, in effetti)

  • i luoghi delle arti marziali (Cina, Giappone) e dello Yoga, e via elencando.

- Cibo: fin troppo inflazionato, soprattutto negli ultimi anni.

  • una località in cui si produca un particolare vino
  • un luogo legato a qualche piatto tipico

Se ne può ricavare facilmente un servizio molto promettente. Però, attenzione a non replicare lavori già fatti da altri!

- Cultura:

  • festival musicali (raccontare Spoleto quando c'è Umbria jazz è un esempio calzante)
  • eventi internazionali
  • mostre di artisti importanti (se c'è una mostra di Van Gogh alle Scuderie del Quirinale, si offre l'occasione di raccontare ancora una volta la Capitale, magari in uno stile che ricordi quello del grande pittore)
  • luoghi legati all'avventura umana e professionale di grandi musicisti, scrittori, scultori e così via.

  • eccellenti opportunità nascono nel caso si tratti di artisti che praticano la Land Art, che cioè inseriscono le loro opere direttamente nel paesaggio.

Una volta identificato il nostro tema, dovremo applicare la procedura già discussa in precedenza:

  • raccogliere materiali e informazioni
  • definire le linee guida per il messaggio e il codice
  • creare una rete di contatti

Cosa significa creare una "rete di contatti"?

Attenzione! I contatti sono molto, molto importanti, specialmente se intendi realizzare il reportage a scopo professionale, se dunque vuoi tentare di venderlo a qualche rivista o agenzia.

Diciamo subito che molto dipende da cosa tu voglia realizzare: un reportage complesso e professionale, ovviamente, richiederà di accreditarsi presso qualche ente, e darsi da fare per trovare professionisti sul campo (guide, autisti, mediatori culturali) in grado di aiutarti e anche proteggerti.

Per un normale racconto sul campo, non particolarmente impegnativo ma comunque da svolgere con la necessaria serietà, basterà molto meno, e questo è il caso più frequente.

Spesso, quando l'obiettivo è realizzare una serie di immagini che racconti un nostro viaggio o una nostra idea, possono addirittura bastare le informazioni tratte da qualche pubblicazione e i consigli di persone conosciute sul posto (a iniziare dal personale dell'albergo, passando per i conducenti di taxi o i commercianti del locale mercatino).

In generale, quel che ci serve è poter contare su informazioni che abbiano un buon livello di credibilità (e non è sempre facile ottenerne), e delle "dritte" che aggiungano interesse a quel che stiamo realizzando.

L'ideale sarebbe creare questa rete di contatti sul posto ancor prima di partire.

Puoi ad esempio contattare l'ente turistico del paese o della regione che intendi visitare e i cui riferimenti puoi trovare facilmente online.

Questo tipo di informazioni va preso con le molle: in generale, è scontato dirlo, si tratta di pura e semplice "pubblicità", se non addirittura propaganda. Comunque possono tornare utili per avere un'idea del contesto.

  • Fatti inviare del materiale a stampa: in genere, in appendice, vi si trovano numerosi recapiti utili. Anche un attento giro su Internet ti procurerà molti numeri di telefono e indirizzi email.
  • Scrivi o telefona a musei, gallerie, località turistiche, tour operator locali. Se vi sono aree protette, contatta la direzione e vedi se hanno pubblicazioni con itinerari, sentieri e altre informazioni utili. Lo stesso puoi fare con le aree archeologiche A volte, già con questo potrai ottenere qualche informazione preziosa e iniziare a conoscere persone che poi, sul campo, potranno tornarti utili quando avrai occasione di incontrarle.
  • Se un amico è già stato dove intendi recarti, chiedigli di raccontarti la sua esperienza, e di passarti i riferimenti che ha utilizzato.
  • Puoi trovare qualche cosa di simile andando sui forum e sui siti in cui i viaggiatori condividono le proprie esperienze. Sicuramente spunterà fuori qualche nome, che puoi tentare di contattare per vedere se può darti una mano.

Quando viaggi per turismo o sei in vacanza, buona parte dei riferimenti utili li avrai già con te. Ti consiglio però di non limitarti ai pochi riferimenti che il tour operator ti fornirà: vedi se riesci a creare una sorta di "catena", allargando il giro e trovando così qualche altro contatto, allo scopo di trovare spunti nuovi e intriganti.

La stagionalità

Vale la pena fare un piccolo approfondimento a parte per quanto riguarda la stagionalità.

Oltre all'ovvia considerazione che un luogo in inverno sarà ben diverso da come apparirà in primavera o in estate, devi anche considerare che:

1- Se il tuo lavoro è destinato a una pubblicazione

  • Se non è un reportage di interni o comunque non connotato dalle condizioni climatiche, le foto rivelano il periodo dell'anno in cui sono state scattate. Questo vale in particolare per certe aree del mondo. Per esempio, se realizzi un servizio in Scandinavia in inverno, con la notte artica e le aurore boreali, difficilmente potrai pubblicarlo in primavera.
  • Sui mensili la pianificazione avviene su un periodo di circa tre mesi. Sarai dunque costretto a ragionare di anno in anno, a meno che non si tratti di un servizio per un settimanale o un quotidiano.
  • Possono fare eccezione reportages che riguardino eventi come le mostre, per definizione temporanee. In tal caso, si tratta di un instant-reportages, da realizzare e consegnare in tempi brevissimi. Ma sono, appunto eccezioni.

2- Anche se intendi creare qualcosa solo per il tuo piacere personale, senza vendere alcunché, l'attenzione alla stagionalità è molto importante.

  • Innanzitutto ci sono temi che si possono svolgere solo in determinate stagioni,  anche per ovvi motivi (per es. la neve d'inverno, le attività balneari in estate).
  • Se il tuo progetto si basa molto sulle atmosfere o sui colori, è evidente che poter approfittare dell'autunno è l'ideale.
  • Se pensi a certe città molto turistiche, tipo Venezia, solo in inverno tornano a essere fotografabili, senza la massa di visitatori a invaderle.

Invertendo il discorso, se sei "costretto" a raccontare un luogo in un periodo predefinito, per esempio perché ci vai in vacanza in estate, potrai sfruttare proprio la condizione in cui ti trovi, e imbastire il tuo reportage (il tema e il messaggio) facendo leva su questo punto.

Sempre rimanendo al nostro esempio, la presenza di molti turisti o bagnanti può anche offrirti preziose occasioni per praticare una sorta di street photography balneare, magari giocata sull'ironia. In fondo cosa c'è di più singolare e a volte straniante di una folla poco vestita e in ciabatte?

Attenzione però. Di nuovo torniamo alla consapevolezza e alla coerenza nella scelta della fatidica triade tema-messaggio-codice:

  • se il tuo scopo è raccontare un luogo, fai in modo che esso emerga dal racconto, mettendolo come sfondo, o rivelandolo attraverso dettagli significativi.
  • se il tuo scopo è raccontare delle situazioni, che potrebbero verificarsi in un luogo come altrove, allora lo scenario passa in secondo piano.

E' del tutto evidente che è molto diverso un reportage dal titolo "gli italiani al mare" da uno intitolato "Riccione d'estate".

  • il primo è un progetto di tipo sociale, che avrebbe bisogno di locations multiple, oppure indefinite
  • il secondo è invece un racconto di tipo geografico, che utilizza parte del linguaggio del primo, ma si lega a un preciso luogo del pianeta Terra

Entrambi ti possono offrire numerose possibilità espressive, sta a te scegliere e poi rimanere coerente con la tua scelta. Nel momento in cui scatti, e poi ancora di più durante l'editing, quando scegli e ordini le foto che rappresenteranno il risultato finale del tuo lavoro. Quello che presenterai al pubblico.

L'editing è il processo di filtro e selezione che distilla l'essenza di tutto il tuo lavoro

Lo vedremo nella prossima sezione.

Ora andiamo sul campo, con qualche consiglio per aiutarti a sbloccarti nei momenti di stallo.

Torna su